Dodicesimo album in studio di Kanye West, BULLY (stilizzato in giapponese come ブリー) ha avuto una gestazione lunghissima e diversi ritardi sulla tabella di marcia – come solo Kanye West sa complicare le cose.

L’attesa, tuttavia, è stata ampiamente ripagata dalle tracce presenti sul disco, che vantano collaborazioni come CeeLo Green e Travis Scott – ma soprattutto l’incredibile progetto fotografico di Daidō Moriyama, che vede come protagonista il figlio di Kanye West, Saint. Il nome del disco, infatti, è ispirato a fatti realmente accaduti, in un periodo in cui il piccolo Saint era spesso oggetto di schermo e bullismo da parte dei suoi coetanei – soprattutto a scuola.

Ispirata a un fotogramma tratto da un cortometraggio sperimentale chiamato Ori, diretto da Shûji Terayama nel 1964, la copertina di BULLY di Kanye West ha un riferimento culturale ben preciso: il rituale giapponese dell’ohaguro, in cui le donne erano solite tingersi i denti di nero come rito di passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Il grill usato per lo scatto, invece, è di Omar Alvarado, gioielliere e designer per Don Rosé.

Moriyama parte dalla sua tradizione, dunque, per dare vita a qualcosa di moderno e potentissimo, avvalendosi della sua stessa cifra stilistica, fatta di grana, contrasti, sfocature e un’estetica quasi giornalistica.

Il graphic designer Shane Ramos ha realizzato per questo progetto delle artwork pazzesche: alcune le trovate qui sotto.

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