Ci ho messo più di un mese a decidermi, perché è un po’ di tempo che guardo meno film di quanto vorrei (o dovrei) e ogni anno diventa sempre più difficile trovare un film che mi lasci senza parole, inerme, frastornata. Non succede da troppo tempo e ogni anno ricordare qualcosa di davvero indimenticabile è un’impresa titanica.

Il 2025 è stato un anno discreto per il cinema, sia indipendente che mainstream. E’ stato l’anno di Warfare, di Sinners, di Bring Her Back, di After the Hunt (che polemiche a parte rimane uno dei film più interessanti – e discutibili – dell’anno). E’ stato anche l’anno di If I Had Legs I’d Kick You, che mi ha rapito il cuore e fatto piangere anche le lacrime del 2006. Io, però, ero alla ricerca di qualcos’altro, qualcosa che mi facesse dire “Ecco, questo è il cinema che vorrei”.

Non mi accorgevo che quel film ce l’avevo sotto il naso – e sono riuscita a vederlo solo grazie a un amico che si è ricordato di me e mi ha aiutato a trovare i biglietti.

Ben Whishaw e Rebecca Hall in Peter Hujar's Day

Peter Hujar’s Day (2025, di Ira Sachs) è probabilmente il mio film del 2025. Non so se sia il migliore, non so se sia il più bello o quello più giusto, non so neanche se sia un film che consiglierei, ma è esattamente quello che io vorrei dal cinema, quello che mi aspetto quando premo play e come vorrei fosse rappresentato il mio immaginario. E poi c’è Ben Whishaw, nei panni del fotografo Pete Hujar (per me uno dei più grandi attori del nostro tempo – ma questo è un altro discorso).

Avevo conosciuto Ira Sachs già nel 2023 con Passages, un triangolo amoroso contorto, complesso e doloroso come solo il vero amore sa essere, e già allora mi ero innamorata della delicatezza con cui Sachs sa accarezzare le emotività altrui. Ero, quindi, sicura che Peter Hujar’s Day (Ben Whishaw a parte) avrebbe toccato le corde giuste – ma non credevo fino a questo punto.

Ben Whishaw in Peter Hujar's Day

C’è che in questo film non succede quasi nulla, se non la quotidianità a cui ormai siamo disabituati. E c’è che in qualche modo Sachs riesce a mettere in scena con un’eleganza e una discrezione senza pari gli animi inquieti e in fondo infelici dei suoi protagonisti, seppur all’apice del loro successo. E se c’è un film che può rappresentare il 2025 (per me, ma non solo), è un film come questo, capace di rappresentare senza pudore e vergogna – e senza paura di risultare ridondante o pretenzioso – la fragilità dell’animo umano, la sua precarietà e fugacità e il desiderio di non essere dimenticati.

Peter Hujar's Day
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